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UN APERITIVO CON PRIMARIGA. GLI EDITORI: KELLERMANN EDITORE, LAVIERI EDIZIONI, LÌBRATI EDITRICE.


Continuano le interviste di PrimaRiga agli editori. Questa volta abbiamo avuto il piacere di ospitare Kellermann Editore, Lavieri Edizioni e Lìbrati Editrice.

Quanto contano gli orientamenti del mercato nelle scelte editoriali? Kellermann Editore. Ostinatamente, andiamo avanti sul sentiero che abbiamo tracciato una trentina di anni fa. Unica variante: abbiamo quasi dismesso la collana di narrativa. Troppa competizione su un mercato striminzito. Lavieri Edizioni. Difficile da quantificare numericamente ma di certo non si possono ignorare certi aspetti, almeno quelli superficiali, se vuoi veicolare al meglio un tuo progetto, idea o semplicemente un buon libro. Delle concessioni alla moda grafica (sì, anche la grafica ha dei periodi modali!), o ammiccamenti al genere che più spopola, possono aiutare un libro che per le sue qualità potrebbe uscire in ogni tempo. Allo stesso modo far uscire un libro senza tali accorgimenti o con accorgimenti fatti male significa pure “ammazzarlo” con un lancio sbagliato. Lìbrati Editrice. La Lìbrati è una piccolissima casa editrice che lavora molto con autori locali ed è strettamente legata alla valorizzazione del territorio e della cultura picena. Questo fa sì che i nostri libri non seguano le “mode” ma si concentrino soprattutto su contenuti di storia o su testi che raccontano i nostri luoghi e le nostre tradizioni. Diciamo che il mercato influisce poco, anche se abbiamo scelto di pubblicare un romanzo di cui siamo molto fieri che è il racconto di una storia vera di un giovane migrante camerunense, dal titolo provocatorio Negro: lettera a una madre. Questo libro ci ha dato molte soddisfazioni ed è tra i pochi che è uscito dal nostro tradizionale bacino di lettori.

Alcune case editrici non investono negli esordienti, voi come vi ponete con chi si approccia al libro per la prima volta? Kellermann Editore. Esordiente non vuol dire niente. Se qualcuno ha qualcosa da dire, e lo dice bene, è motivo sufficiente... Lavieri Edizioni. Va sicuramente informato sugli aspetti meno evidenti delle dinamiche editoriali. Chi le coglie prima sicuramente vive in modo meno traumatico le “meraviglie” dell’editing e della promozione editoriale. Molti esordienti invece, pur bravi, credono che basti un “buon” libro per andare avanti (e casomai con “le proprie forze”), ma questa cosa forse non è mai esistita e il libro, inteso come prodotto editoriale e non meramente autoriale, è il risultato di un gioco di squadra tra autore, editor e reparti commerciali di una casa editrice. L’esordiente che comprende prima questa cosa ha sicuramente un vantaggio sugli altri. Lìbrati Editrice. Come accennavamo, non abbiamo grandi forze economiche per cui ci è difficile fare scouting o investire su novità assolute. Tuttavia collaboriamo con alcune agenzie letterarie presso cui indirizziamo gli esordienti che riteniamo interessanti. Spesso una buona idea ha bisogno di qualche dritta da parte di persone esperte e qualificate per essere raccontata nel modo giusto.

In che cosa la vostra casa editrice differisce dalle altre e perché un autore dovrebbe scegliere di inviarvi il proprio manoscritto? Kellermann Editore. Se possibile preferiamo che non ci sia invio di manoscritti. Ogni casa editrice pensa di essere unica... quindi... Lavieri Edizioni. Crediamo che debba esserci un feeling tra autore ed editore. Ognuno è particolare e speciale a suo modo. Piuttosto sconsiglio di inviare un manoscritto a chicchessia senza conoscerlo, senza conoscere i punti forti e quelli “deboli” che ha ogni editore, dal più piccolo al gigante. Lìbrati Editrice. Lavoriamo tanto sul recupero della storia locale. Sicuramente il nostro autore è qualcuno che crede nell’importanza della memoria e della valorizzazione della cultura dei luoghi.


Una volta selezionato un manoscritto, quale processo di editing segue? È affidato a un singolo editor o a più persone? Kellermann Editore. Editing interno alla redazione. Lavieri Edizioni. Avviene una prima valutazione di merito linguistico e/o stilistico, poi di “potenzialità” (argomento, originalità, adattabilità…), si prosegue con un primo editing sulla struttura della storia e dei contenuti, e poi con un editing sulla forma e lo stile. Infine si passa alla sbozzatura e rilettura finale. Non è mai capitato che fosse rivisto da una sola persona, minimo due, mediamente tre. Lìbrati Editrice. Abbiamo un paio di curatori con cui collaboriamo stabilmente e in più una agenzia di editing a cui affidiamo i testi più meritevoli o che necessitano di “una marcia in più”.


Quali canali promozionali adotta la casa editrice per pubblicizzare un libro appena dato alle stampe? Kellermann Editore. Ufficio stampa, invio di copie ai giornalisti specializzati e blogger, comunicazione sui social (Facebook, Instagram, Twitter, Youtube), lavoro in libreria, presentazioni, fiere, passaparola. Lavieri Edizioni. Ultimamente imperano i social network (Facebook, Instagram, Pinterest, Twitter) attraverso i quali interagiamo ormai direttamente con una comunità di affezionati; seguono i comunicati stampa, sempre più ignorati se il libro non porta a latere altre notizie appetibili. Infine c’è una cosa spesso dimenticata nel settore: il passaparola. Questo ormai parte dal classico agente di zona o direttamente da noi verso i librai e le libraie, per approdare agli affezionati e poi finalmente allargarsi verso i lidi dove serve davvero la pubblicità commerciale: ovvero le sponde che non hanno mai incontrato e sfogliato un nostro titolo. Lìbrati Editrice. Sito della casa editrice, social media (Facebook, Twitter) e attività di passaparola attraverso la comunità locale. La Lìbrati è nata dentro la Libreria Rinascita di Ascoli Piceno. Si tratta di una libreria storica di circa 800 metri quadri con un bellissimo spazio eventi da circa 100 posti. Ogni nostro libro ha il suo battesimo con una presentazione/festa che facciamo in questo luogo magico. Essendo libri soprattutto di locali e per il locale è sempre l’occasione per condividere con la città e il territorio un momento di approfondimento e riflessione.


Quale importanza riveste per la casa editrice la parte digitale? Alla pubblicazione cartacea segue sempre un e-book? Kellermann Editore. Al momento non siamo interessati. Lavieri Edizioni. Nel nostro caso no, siamo editori cartacei. Non per antipatia nei confronti dell’e-book e neanche perché feticisti del libro, ma perché il libro illustrato è l’unico “oggetto” che veicola il nostro vero prodotto: l’emozione di una comunicazione asincrona per testo e inchiostro colorato su un sottile strato di materia di origine vegetale… Lìbrati Editrice. Con gli e-book abbiamo un rapporto complesso. Ne abbiamo realizzati diversi ma abbiamo notato che non hanno avuto presa sul nostro pubblico. Con le ultime pubblicazioni abbiamo rallentato la produzione digitale anche per capire meglio come andrà il mercato futuro. Per noi la creazione dell’e-book resta una opzione aperta che scegliamo di seguire in base al libro e alle possibilità che esso può avere di uscire dal circuito territoriale.


In Italia ci sono sempre meno lettori, quali sono le problematiche nel mondo dell’editoria e che soluzioni si potrebbero individuare? Kellermann Editore. Troppi libri pubblicati, troppe case editrici a pagamento. Il problema è a monte: non c'è più voglia di leggere. Viaggio in treno molto spesso e chi legge è una mosca bianca. Tutti hanno lo smartphone. L'educazione alla lettura passa per la famiglia e la scuola. Lavieri Edizioni. A nostro avviso la problematica è simile a quella della scuola: la strada verso il coinvolgimento ad uno strumento di emancipazione e di piacere (la lettura e lo studio come scoperta) è sbarrato, da un lato, da regole e pregiudizi sulla lettura e lo studio, e dall’altro da una didattica difficile da cambiare e da pregiudizi verso il nuovo (nuove tecnologie e filosofie educative). In mezzo una burocrazia non da poco che ci siamo costruiti settore per settore lavorativo come fortini a protezione dagli “Altri”, gli stessi con cui si dovrebbe invece collaborare. Lìbrati Editrice. Siamo convinti che per salvare il bacino dei lettori italiani occorra investire sull’educazione alla lettura sin dalla infanzia. Abbiamo con la Libreria Rinascita sposato in pieno il programma di Nati per leggere e cerchiamo di promuovere la lettura nei piccolissimi con attività, giornate di incontro e iniziative. Siamo convinti che i lettori di domani vadano “coltivati” oggi. La lettura è un piacere ma occorre che si prenda questa bellissima abitudine (come l’habitus dei latini) sin da piccoli. Altrimenti si riduce la lettura a compito e si perde il piacere della scoperta. L’editoria può far molto producendo libri di qualità e lavorando su contenuti che avvicinino i lettori alla bellezza. Educare al bello e alla qualità, sin da piccoli. Questo è il focus.


È stata appena approvata la legge sul libro e la lettura che, tra le altre cose, prevede un abbassamento dal 15% al 5% del limite massimo di sconto applicabile a un libro da parte delle librerie. Qual è il vostro punto di vista? Kellermann Editore. Non cambierà nulla. I grandi troveranno strategie per fare altre promozioni. L'e-commerce non si ferma di fronte a questo. E se una persona è interessata ad un libro lo compra a prescindere dallo sconto. Soluzione vera: la defiscalizzazione dei libri. Lavieri Edizioni. Entrambe le leggi sono tentativi (e, in quanto tali, encomiabili) di salvare sia un settore economico sia l’importante aspetto culturale da cui deriverà il futuro di una popolazione. Su questo forse possiamo essere tutti d’accordo: nella legge si tratta sia di economia sia di incentivazione alla lettura e all’emancipazione culturale. Argomento di scontro è appunto la parte economica: due idee di politica economica dello sconto, una più liberale e pragmatica (se alziamo i prezzi, i lettori e i non-lettori potranno comprare di meno), l’altra più protezionistica e idealistica (la cultura e il lavoro degli addetti culturali non possono essere svalutati e, soprattutto, i piccoli librai non possono competere con Amazon e affini). Entrambi gli aspetti, pragmatismo e idealismo, sono necessari e da salvare. Uno protegge una situazione economicamente delicata, l’altro vuole elevare tutti e valorizzare il lavoro della filiera per superare il momento. Vorrei per primo far notare che su questo aspetto dello sconto, entrambe le leggi “suggeriscono” politiche commerciali per risolvere un problema economico. Siamo in un ambito differente dalle politiche sull’incentivazione alla lettura – ambito toccato da altre pagine di entrambe le leggi. E vorrei ricordare che entrambe vogliono essere una barriera allo strapotere economico di pochi, gli stessi però potranno trarre benefici anche dallo sconto del 5%, perché sono in grado di fare più facilmente economia di scala a monte dell’offerta in libreria. La verità, e sostenitori di entrambe le fazioni lo hanno detto, è che non si può prevedere in modo deterministico quale delle due soluzioni possa funzionare meglio nel lungo corso, nel senso che possa alla fine portare equità nella distribuzione della ricchezza del settore. Questo perché il panorama è mutevole e le grandi aziende certo non resteranno a guardare un probabile calo di utili. Ben venga comunque il nuovo tentativo ma siamo consapevoli che non sarà il singolo aspetto commerciale della legge il fattore determinante di nuovi lettori o future catastrofi commerciali. Il mercato si adegua sempre se vuole (lo hanno fatto anche poche piccole librerie che anziché spegnersi hanno brillato in questi tempi cupi) e le virtù faticheranno sempre a emergere senza un’educazione illuminata a supporto di una regola di commercio. Lìbrati Editrice. Siamo d’accordo. Il libro è un contenuto culturale complesso e va valorizzato e va riconosciuto l’impegno e il lavoro di tutta la filiera. Siamo convinti che gli sconti non incentivino la lettura ma anzi, la inibiscano. Nei Paesi dove la scontistica è minore i lettori sono comunque tanti, sicuramente più che in Italia. Permettere a piccoli editori e piccoli librai di non essere strozzati dallo sconto selvaggio è una garanzia per il mantenimento della bibliodiversità che è fondamentale per poter continuare ad offrire un mercato del libro ricco e di qualità.


Qual è la vostra posizione sull’auto pubblicazione? Kellermann Editore. Specchietti per le allodole. Fabbriche di illusione per alimentare il narcisismo. Stessa cosa per chi pubblica a pagamento. Lavieri Edizioni. Ci voleva! Forse è la cosa che mancava per fare una ulteriore selezione a monte tra chi ama semplicemente scrivere, chi crede che per pubblicare basti saper scrivere con pochi errori ortografici, e gli autori che vogliono un confronto (chi col pubblico, chi con un editor) prima di mettersi in piazza. La semplice possibilità di auto pubblicazione dovrebbe sempre esserci come un diritto di parola: parlando in senso filosofico, ad un estremo si possono anche scoprire geni letterari incompresi – come il classico non-inquadrato della comunità che salva la sua società semplicemente perché pensa diversamente – mentre, all’altro estremo, anche le rinomate sgarbiane “capre” potrebbero addirittura capire e apprezzare il lavoro dei poveri mortali che operano nel settore editoriale. Lìbrati Editrice. La nostra casa editrice nacque per aiutare degli amici a non essere “imbrogliati” da sedicenti editori che chiedevano contributi esorbitanti per la pubblicazione. Anche noi per alcuni testi chiediamo un aiuto all’autore, soprattutto per lavori che hanno lo scopo di essere “divertissement” per amici e piccole comunità culturali e sociali. Un po’ come una squadra di calcio parrocchiale in cui uno porta il pallone e uno le magliette tutte uguali per fare colore. Non crediamo sia da demonizzare, basta essere chiari con i propri autori e ricordare loro le differenze tra libro e Libro. Ci sono libri su cui investiamo e altri che nascono dalla volontà di aiutare amici a realizzare il sogno di vedere il proprio nome sulla copertina. Cerchiamo tuttavia di mantenere uno standard di qualità legato alla correttezza, alla fluidità dei testi e alla eleganza grafica.


Quali anticipazioni potete farci sulle vostre prossime uscite? Kellermann Editore. Stiamo lanciando una collana che coniuga la storia ai vini. Prossimo titolo dedicato alle Malvasie, partendo dalle crociate... Abbiamo in cantiere dei libri illustrati, non solo dedicati ai ragazzi. Non esistono libri per ragazzi e per adulti: ci sono i libri. Stop. Meglio se scritti bene e belli da vedere. Lavieri Edizioni. Seguiteci e vedrete!!! Lìbrati Editrice. Pubblicheremo sicuramente il secondo romanzo del nostro Christian Kuate che ci aveva stregato con la dolorosa narrazione del suo viaggio dal Camerun all’Italia con il suo primo libro Negro. Kuate è laureato in filosofia e questa formazione gli permette di raccontare la posizione di chi migra attraverso categorie filosofiche interessanti e profonde. Inoltre abbiamo in programma alcune pubblicazioni sulla storia di Ascoli Piceno e sull’arte del territorio. Puntiamo a far uscire entro l’anno il secondo volume della Storia di Ascoli che sarà una quadrilogia che stiamo realizzando in collaborazione con il prestigioso Istituto di Studi Superiori Medioevali Cecco D’Ascoli e che sarà nel complesso il racconto del passato della nostra città, dai Piceni fino all’epoca moderna. Lavoriamo sul locale ma con occhio aperto sul mondo. Anche la provincia è vigile sui grandi temi, o almeno ci proviamo.



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