• PrimaRiga

UN APERITIVO CON PRIMARIGA. GLI EDITORI: CENTOAUTORI, DI RENZO EDITORE, EDIZIONI AMRITA.



Le esperienze editoriali sono spesso molto diverse fra loro, oggi si confrontano sui tempi più d’attualità altre tre case editrici: CentoAutori, Di Renzo Editore, Edizioni Amrita. Buona lettura!



Quanto contano gli orientamenti del mercato nelle scelte editoriali? CentoAutori. Bisogna tenerne conto ovviamente ma relazionarli con la propria realtà e dimensione aziendale. Per fare degli esempi, le biografie di grandi campioni dello sport o altri grandi personaggi noti non sono proponibili in una casa editrice di piccole dimensioni per una serie di motivi a cominciare dai costi dell’autore, così come inserirsi in una realtà prolifica ma già consolidata in libreria da marchi storici come quella dei libri per ragazzi è ad oggi difficilmente penetrabile da un marchio come il nostro. Di Renzo Editore. Per i grandi editori molto, perché i grandi numeri impongono scelte di mercato condivise. Per i piccoli editori, più si fanno scelte di nicchia e in controtendenza, più ci si distingue e si conquista uno spicchio in solitaria. Il rischio è sempre quello di essere troppo solitari! Ma con un po’ di mestiere s’impara ad essere anche accattivanti, oltre che originali. Edizioni Amrita. Contano, certo, perché chi scrive un libro e chi lo pubblica lo fa in quanto desidera condividere un pensiero, un'informazione, una sua creazione con il maggior numero di persone possibile, e certo non intende investire tutte queste energie creative ed economiche perché il prodotto resti chiuso in un magazzino! Però l'orientamento del mercato non è il criterio principale; o, almeno per Amrita, non è certo il solo. Amrita si è data un progetto che è stampato da trent'anni su ogni copia di ogni libro: I libri che pubblichiamo sono il nostro contributo ad un mondo che sta emergendo, basato sulla cooperazione piuttosto che sulla competitività, sull’affermazione dello spirito umano piuttosto che sul dubbio del proprio valore, e sulla certezza che esiste una connessione fra tutti gli individui. Il nostro fine è di toccare quante più vite è possibile con un messaggio di speranza in un mondo migliore. Dietro a questi libri ci sono ore ed ore di lavoro, di ricerca, di cure: dalla scelta di cosa pubblicare — operata dai comitati di lettura — alla traduzione meticolosa, alle ricerche spesso lunghe e coinvolgenti della redazione. Desideriamo che i lettori ne siano consapevoli, perché possano assaporare, oltre al contenuto del libro, anche l’amore e la dedizione offerti per la sua realizzazione. E questo dice che crediamo nel fatto che non è il mercato a fare noi, ma noi, con la forza, la professionalità e la motivazione congiunta dei nostri autori, dei nostri molti collaboratori, dei nostri lettori, a creare un mercato, risvegliando interessi diversi da quelli che appaiono dominanti.


Alcune case editrici non investono negli esordienti, voi come vi ponete con chi si approccia al libro per la prima volta? CentoAutori. Dipende da diversi fattori, pubblicare un esordiente per una realtà come la nostra può essere complicato per tanti motivi. Innanzitutto la difficoltà di trovare tra le tante proposte che letteralmente ci sommergono ogni giorno e perlopiù illeggibili, qualcosa di veramente interessante. Un’altra difficoltà è quella di raccogliere prenotazioni sufficienti a garantire una adeguata visibilità in libreria (vista la diffidenza del libraio verso un autore poco conosciuto), lanciare un esordiente soprattutto nella narrativa oggi non è semplice per chi non ha grandi mezzi pubblicitari, quindi richiede uno sforzo maggiore anche da parte dell’autore nel crearsi un proprio pubblico attraverso partecipazioni ad eventi, presentazioni e concorsi letterari dove farsi conoscere e apprezzare dai lettori. Qualche anno fa in questo senso noi abbiamo scelto di puntare su uno scrittore, Riccardo Landini che ha vinto diversi premi letterari imponendosi all’attenzione della critica e con lui abbiamo dato vita ad una serie di romanzi La trilogia dell’Inganno con un unico protagonista: il commissario Brenno Sandrelli, raccogliendo dei buoni riscontri grazie alla sua qualità di scrittura e all’originalità del personaggio e della trama. Lo stesso autore oggi scrive anche per Newton Compton e noi siamo felici di continuare a pubblicare i suoi romanzi. La saggistica merita invece un discorso a parte in quanto l’autorevolezza dell’autore si basa sulle conoscenze dell’argomento trattato oltre che dalle sue pubblicazioni e inserirsi in una collana specialistica è più semplice anche per un esordiente. Di Renzo Editore. Ci piace credere che l’esordiente abbia alle spalle molti “primi” approcci al libro, perché raramente l’opera prima è la più bella. A noi piace investire sugli esordienti, cosa che dovrebbero fare tutti gli editori per alimentare la diffusione dei libri. Tuttavia, sempre più spesso l’esordio è sinonimo di improvvisazione, così come la sperimentazione letteraria è diventata sinonimo di artificio. Scrivere un libro è un punto di arrivo, non di partenza. Ci vogliono molta pratica ed esperienza alle spalle. Edizioni Amrita. Abbiamo molti autori che quando sono arrivati da noi erano esordienti. Cerchiamo persone che abbiano idee nuove, purché compatibili con la nostra missione, per cui non abbiamo preclusioni. Solo occorre che gli esordienti poi curino i loro "figli", ossia i loro libri: che abbiano spirito organizzativo, che incontrino i lettori, che creino scuole o percorsi di apprendimento... E questo a volte manca, o l'entusiasmo iniziale si arena pericolosamente. Per cui dobbiamo fare attenzione, perché sono finiti i tempi in cui uno diventava famoso grazie a un libro che, per essere stato pubblicato, poi quasi si vendeva da solo. Oggi bisogna renderlo visibile in mille modi, e impegnarvisi parecchio. Il fatto è che ci sono troppi libri in giro e chiunque può oggi auto pubblicarsi, per cui anche un buon libro si perde nel mare magnum delle proposte. Le quali sono spesso anche di scarsa qualità, perché l'auto pubblicazione non gode del servizio di una redazione editoriale competente, a metà strada tra un censore e un sostegno straordinario per chi scrive. Questo vale ancor più nel campo della saggistica, che è per Amrita il principale: un autore può avere buone idee da comunicare e non essere, diciamo, "nato con la penna in mano"... Quindi nulla contro gli esordienti, ma devono saperci affiancare con l'impegno personale nella promozione a tutto tondo del loro lavoro.


In che cosa la vostra casa editrice differisce dalle altre e perché un autore dovrebbe scegliere di inviarvi il proprio manoscritto? CentoAutori. Siamo una casa editrice relativamente giovane ma possiamo vantare già un catalogo di tutto rispetto con pubblicazioni di autori di grossa rilevanza che hanno dato prestigio al nostro marchio: Evangelisti, Carlotto, Varesi, Baldini, solo per citarne alcuni. Abbiamo una regolare distribuzione nazionale, una linea editoriale coerente e che non richiede contributi di nessun tipo agli autori. Di Renzo Editore. Abbiamo scelto la saggistica e la divulgazione scientifica come motore trainante della nostra linea editoriale, che in un paese a forte tradizione umanistica è già un buon elemento di distinzione. A questo abbiamo aggiunto, almeno in ambito narrativo, una forte propensione all’opera atipica ma di grande qualità. La qualità è eterna, resiste alle mode di mercato e a qualsiasi crisi dell’editoria. Edizioni Amrita. Direi che ce lo può inviare se: 1. si sente profondamente coinvolto dalla nostra motivazione (vedi sopra) 2. scrive saggistica nel nostro campo 3. considera che autore ed editore formino un solo mandala con al centro il libro ed è pronto a lavorare insieme a noi affinché il suo libro sia visibile, e dunque si renda egli stesso visibile, raggiungibile, pronto a stare con la gente, a organizzare cose che vanno oltre l'editoria e restituiscano a questo universo, sempre più asettico e digitale, il buon vecchio contatto fra chi ha un'idea e coloro che vogliono scoprirla, impararla, o anche metterla in discussione.


Una volta selezionato un manoscritto, quale processo di editing segue? È affidato a un singolo editor o a più persone? CentoAutori. Nella maggior parte dei casi partiamo dal nostro progetto per poi cercare quel libro e quell’autore che possa sposarsi meglio con esso. Poi ci si divide i compiti all’interno della redazione, di solito l’editing viene assegnato ad una persona e per completare il processo di correzione si affida il testo anche a un’altra persona della redazione con la quale ci si confronta. Di Renzo Editore. Il primo approccio è sempre l’auto-editing. Si legge il manoscritto e si segnala cosa occorrerebbe fare per migliorarlo (laddove sia migliorabile). Sulla risposta dell’autore si decide come andare avanti: se lasciarlo lavorare in autonomia e poi procedere a un ulteriore editing; se lavorare insieme all’autore; se soprassedere. È bene sempre ricordare che l’autorialità confina spesso con la lesa maestà, quindi non è così facile intervenire su un’opera se non c’è la disponibilità dell’autore. Edizioni Amrita. Viene affidato di solito a un singolo editor che può però avvalersi delle competenze di altri redattori specializzati, se necessario. Ma l'autore avrà sempre a che fare con un solo interlocutore.


Quali canali promozionali adotta la casa editrice per pubblicizzare un libro appena dato alle stampe? CentoAutori. Più di uno: da quelli classici come le presentazioni, le fiere, la stampa e il sito ai canali social (Facebook, Twitter, Youtube) più moderni. Di Renzo Editore. Blog, giornali, social (Facebook, Twitter, Instagram), video… Il normale corollario di qualsiasi ufficio stampa. Poi abbiamo anche ottimi distributori, che si dedicano al prodotto, e una rete di librai competenti. Edizioni Amrita. Newsletter, interviste con gli autori da mettere sul nostro canale Youtube, brevi "pillole" audio-video per i social media (Facebook, Instagram, Twitter, al momento), invio di copie a giornalisti della carta stampata, della radio e della tv in base a quelli che il nostro ufficio stampa ritiene possano essere i loro principali interessi (nel senso che a chi si occupa di terapie alternative non manderemo un libro che non ha proprio nulla a che vedere con il suo ramo); incontri con gli autori in libreria e webinar, promozioni in libreria affidate a una rete di promotori, senza dimenticare ovviamente il catalogo online.


Quale importanza riveste per la casa editrice la parte digitale? Alla pubblicazione cartacea segue sempre un e-book? CentoAutori. In Italia il cartaceo la fa ancora da padrone ed ha la priorità ma cerchiamo di aggiornare anche il nostro catalogo di e-book che vanta un discreto numero di titoli. Di Renzo Editore. Sì. I due articoli non sono in competizione, perché almeno finora si rivolgono a utenze differenti, quindi l’uno completa l’altro. Edizioni Amrita. Sì, ormai è così che avviene. Personalmente siamo grandi amanti del libro di carta, però.


In Italia ci sono sempre meno lettori, quali sono le problematiche nel mondo dell’editoria e che soluzioni si potrebbero individuare? CentoAutori. Tutti vorrebbero avere la soluzione ai problemi dell’editoria ma non è così automatico. Personalmente non sono convinto che ci siano sempre meno lettori è più un modo di dire nostalgico per lamentarsi e piangersi addosso. Piuttosto direi che oggettivamente ci sono meno librerie, molte hanno chiuso e in Italia il numero dei lettori è sempre stato un dato troppo basso rispetto agli altri paesi europei, i lettori forti però ci sono e restano tali. Gli investimenti sulla cultura in Italia sono esigui bisognerebbe incentivarli e creare più occasioni sia fisiche che virtuali. Ci sono eventi che funzionano e raccolgono migliaia di persone, mi riferisco alle fiere come il Salone del Libro di Torino, PiùLibri a Roma e il Festival della letteratura di Mantova, accanto a questi si dovrebbe dedicare più spazio al mondo del libro anche sui media ad esempio in televisione con trasmissioni dedicate che rappresenterebbero un momento di svago oltre che culturale, deve sparire questa concezione del libro e del leggere come qualcosa di noioso e rigido. Trasposizioni televisive e cinematografiche di opere, come I Miserabili, I promessi sposi, Il conte di Montecristo, hanno sempre riprodotto un sentimento popolare e avuto un grande seguito e non rappresentano certo il romanzo come un prodotto di nicchia come lo si vuole far sembrare. Di Renzo Editore. Premesso che le soluzioni “all’analfabetismo” editoriale possono e devono essere innanzitutto politiche – perché senza incentivi, percorsi educativi, linee programmatiche comuni... non si ottiene alcun risultato – l’editore come anche i librai possono soltanto puntare alla relazionalità, ovvero creare eventi, incontri, scambi che alimentino nelle persone la voglia di riunirsi “attorno” all’oggetto libro. Edizioni Amrita. La speranza sta nel fatto che lettori non si nasce, si diventa. La nostra generazione, nata dieci anni dopo la guerra, non aveva nemmeno la TV: un aggeggio costosissimo, riservato a pochi, con un processo di democratizzazione inizialmente piuttosto lento. Da piccoli ci leggevano la storia della buona notte. Sempre la stessa, perché di libri per bambini ce n'erano pochi, però ai bambini la ripetizione di una storia dà sicurezza, e se la mamma si permetteva anche solo un modestissimo volo pindarico, il piccino la correggeva. Allora io ricomincerei da qui: leggere ai figli la storia della buona notte, invece di mollarli davanti a un "coso" elettronico che ha il discutibile pregio di disimpegnare il genitore ma non ha né il calore della sua voce, né il profumo della sua presenza vicino al letto, né lascia, nella narrazione, il piacere di immaginarsene le scene, sbrigliando così la creatività di entrambi. E farei come si fa in Francia, dove i canali TV nazionali sono molto visti ma anche servono per fare cultura: viene dato moltissimo spazio al teatro, ai concerti, e anche alle letture, cosa che in Italia non accade se non proprio in modo super marginale, e quindi ininfluente. Oggi non è più la TV il vero concorrente del libro: anzi, se ben usata può dargli nuova forza. I veri concorrenti sono lo smartphone e il tablet, luoghi di comunicazione veloce che lascia poco tempo alla riflessione critica, e che diversamente dal libro – di cui poi si può discutere con i propri cari – ci spinge verso un'interazione con la macchina più che con le persone. Penso alle tristi scene al ristorante, dove al tavolo i commensali stanno con gli occhi fissi sui cellulari, invece di condividere il piacere della reciproca compagnia.


È stata appena approvata la legge sul libro e la lettura che, tra le altre cose, prevede un abbassamento dal 15% al 5% del limite massimo di sconto applicabile a un libro da parte delle librerie. Qual è il vostro punto di vista? CentoAutori. Mi hanno sempre insegnato che chi fa previsioni sbaglia… difficile dire adesso quali saranno i risvolti, se da un lato questa è una legge diciamo protezionistica per arginare l’effetto Amazon sulle librerie, dall’altro penalizza il lettore limitandone economicamente la capacità di acquisto. Io non sono d’accordo quando un libraio dice: “Amazon ci ha fatto chiudere” la libreria deve offrire un’esperienza diversa dal solo acquisto da un catalogo ben fornito altrimenti sei perdente in partenza. Di Renzo Editore. Fosse stato per noi lo sconto lo avremmo eliminato del tutto. Non è corretto competere sul prezzo, laddove la valutazione dovrebbe essere soltanto qualitativa. È come dire che compro un libro per la copertina ma non per il contenuto. Lo sconto è lo specchietto per le allodole. Non aumenta la voglia di leggere, non aiuta la scelta indipendente del contenuto, non facilita la vita di chi lavora per produrre o vendere libri. Edizioni Amrita. Ne siamo lieti, ma con un rammarico: questo si chiama "chiudere la porta della stalla dopo che i buoi sono scappati". La misura protettiva arriva tardi. In Francia è stata applicata appena Amazon si è affacciato al mercato nazionale, e quindi l'editoria ha tenuto. Qui abbiamo implorato, all'epoca, una analoga misura, ma chi mai ci ha ascoltati? Il temibile gigante comprava i libri dai nostri distributori rivendendoli come prodotti civetta per acquisite una grande base di clienti a cui proporre in un secondo tempo l'immensa varietà di prodotti che ora tutti vediamo. Gli sconti erano tali da sgominare la concorrenza. Oggi non ne ha più bisogno perché le librerie sono in via di estinzione, e ci vorranno anni per ripristinare le librerie indipendenti, e restituire al libraio la sua straordinaria funzione culturale. Anche gli editori, un tempo sostenuti dalle vendite online ai privati (un settore di attività non trascurabile, perché non sottoposto alla scontistica dei distributori, pari più o meno al 60% del prezzo di copertina), le hanno viste calare di giorno in giorno. La politica dei giganti della distribuzione online è non far pagare le spese di spedizione, o ridurle all'osso grazie ai volumi delle loro spedizioni, cosa che taglia fuori i medi e piccoli editori che non possono permetterselo.


Qual è la vostra posizione sull’auto pubblicazione? CentoAutori. Il problema di fondo è uno: Tutti scrivono e pochi leggono. Sembra che ormai qualsiasi persona per sentirsi completa debba scrivere un libro, sì ma chi lo legge? C’è una sorta di autoreferenzialità, comunque meglio auto pubblicarsi che finire nelle grinfie di editori-stampatori che sfruttano la vanità delle persone per estorcergli cifre assurde. Di Renzo Editore. Assolutamente negativa. Abbiamo avuto casi di autori che per non dover accettare l’editing si sono rivolti all’auto pubblicazione. È una scappatoia, un non confronto, che giocoforza finisce per abbassare la qualità e il livello dei contenuti. Quando dicevamo che la scrittura del libro è un punto di arrivo ci riferivamo anche a questo: scrivere è innanzitutto confrontarsi con qualcun altro. Altrimenti si fa semplice esercizio di solipsismo. Ci rendiamo conto che sempre più spesso arrivare a farsi leggere da un editore è impresa impervia, ma è proprio questa la funzione primaria del piccolo editore: alimentare la diffusione dei libri, prestando occhi e orecchie al nuovo. Se poi, interpellati più editori, non se ne trova uno disposto a pubblicarci, bisognerebbe anche farsi delle domande sull’adeguatezza del testo proposto. Edizioni Amrita. Nessuna posizione in particolare. Un paese dove tutti scrivono e nessuno legge, ma soprattutto più nessuno corregge, è il selvaggio West. Se mi permetti una battuta un po' cinica, ancorché bonaria, molti manoscritti irricevibili hanno smesso di atterrare sulle nostre scrivanie e di questo siamo grati all'auto pubblicazione... Allo stesso tempo, il successo di certe auto pubblicazioni guida ormai molti editori a tentare di ripescare il pesce che è sgusciato fuori dalle maglie, rincorrendo l'autore e proponendogli in seconda battuta una pubblicazione editoriale. Questo però vale soprattutto per mercati linguistici immensi, come quello anglofono, dove l'auto pubblicato avrà magari toccato 10000 lettori ma ne restano svariati milioni da contattare, e questo è il lavoro dell'editore. Nel nostro caso, il lettorato di lingua italiana è esiguo, per cui un libro auto pubblicato che raggiunge qualche migliaio di persone è un apparente successo che però ha un suo risvolto negativo, come tutte le cose: probabilmente più di tanto non venderà se non affidato a un editore, ma questi gli preferirà una novità assoluta, essendo quelle migliaia una fetta cospicua di mercato. Il problema, in Italia, sono i piccoli numeri. Soprattutto se parliamo di saggistica e non di narrativa.


Quali anticipazioni potete farci sulle vostre prossime uscite? CentoAutori. Ne abbiamo diverse ma vorrei menzionarne una in particolare, a giugno uscirà una raccolta di racconti inediti di Massimo Carlotto! Di Renzo Editore. Per quanto riguarda la narrativa, quest’anno abbiamo puntato su una collana di letteratura russa contemporanea, diretta da Marilena Rea, con un nome nuovo e finora mai pubblicato al di fuori dei confini russi. Stiamo inoltre per stampare una giovanissima (18 anni) esordiente italiana. Nell’ambito delle pubblicazioni scientifiche uscirà tra pochissimo un testo sui rapporti tra arte e scienza, scritto dal giornalista e divulgatore Pietro Greco, e un testo molto bello e inusuale sulla privacy, a firma del primo Garante europeo della protezione dei dati personali Giovanni Buttarelli. Abbiamo inoltre una collana di libri di divulgazione scientifica per ragazzi, Ipazio sceriffo dello spazio, per la quale uscirà a maggio un nuovo titolo sulla Terra, dopo il primo successo su stelle e pianeti. Edizioni Amrita. Nella corsa forsennata alla quantità, Amrita si è sempre distinta per dare la precedenza alla qualità. Quella della nostra vita di editori, e quella dei libri che pubblichiamo. Quindi si limita a pubblicare un piccolo numero di libri all'anno: pochi, ma ben curati. Sulla rampa di lancio abbiamo Apri la porta alla tua nuova vita, di Claudia Rainville, E se la vita continuasse?, di Anne Givaudan, e Biglietto per la Terra, di Diego Giaimi, ultimo volume della sua trilogia dedicata al problema dell'incarnazione; presenteremo anche ai lettori italiani due autrici straniere, notissime nei loro paesi e tradotte nella nostra lingua per la prima volta: Suzy Singh, indiana, con I sette codici del karma, e Elena Mannes, premiatissima autrice televisiva statunitense, con Anche i cani hanno un'anima. E poi abbiamo, a conferma di quanto detto prima, due esordienti italiani: Valeria Boissier, che consegna per la prima volta in un libro il suo metodo di comunicazione telepatica con gli animali: Animal communication, e Paolo Pallavidino, del cui libro ancora non abbiamo definito il titolo; basti dire, per ora, che Pallavidino ha vissuto per molti mesi in strada, senza un soldo e senza fissa dimora, e questo non perché vi fosse costretto dalla vita, ma per affrontare, con un coraggio da leone, tutte le sue paure. E trarre, da questa durissima e straordinaria esperienza, un metodo per insegnarci a domare le nostre: come dice lui, "per cavalcare i nostri draghi".



La redazione




Non perderti le nostre interviste.

Clicca qui e scopri tutti gli ospiti della rubrica
UN APERITIVO CON PRIMARIGA

linkedin.png

Via Sardegna 7, 25124

Brescia

Italia