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UN APERITIVO CON PRIMARIGA. GLI EDITORI: CARACÒ, EDIZIONI IL PAPAVERO, KALANDRAKA.



Continuano le nostre interviste letterarie agli editori. Questa settimana abbiamo il piacere di ragionare di libri e lettura con: Caracò, Edizioni Il Papavero, Kalandraka.



Quanto contano gli orientamenti del mercato nelle scelte editoriali? Caracò. Per noi nulla, crediamo che il mercato editoriale sia abbastanza saturo, occupato dai grandi nomi che ne dettano i ritmi, un piccolo editore non può competere quindi deve fare una scelta coraggiosa: costruirsi, se pur piccolo e abbastanza fragile, un suo mercato d’élite. Non è facile, ci vogliono anni, forse in pochi ci riescono ma è solo questa la strada giusta per evitare di rincorrere una parte da protagonista in un film dove il rischio è di non fare neanche la comparsa. Edizioni Il Papavero. Commercialmente parlando contano tantissimo, noi però abbiamo fatto una scelta diversa, procediamo in direzione ostinata e contraria privilegiando buoni libri e per buoni intendo libri che nel contenuto abbiano un valore aggiunto, nella maggior parte dei casi fortemente legati al sociale, per far riflettere e far risvegliare le coscienze. Kalandraka. Noi pubblichiamo le opere che i nostri lettori si aspettano dalla casa editrice Kalandraka. Non andiamo mai fuori delle linee guida del nostro catalogo perché quello è il nostro patrimonio. Quindi il mercato conta poco nel nostro caso, contano i nostri lettori fidelizzati. Alcune case editrici non investono negli esordienti, voi come vi ponete con chi si approccia al libro per la prima volta? Caracò. Ci siamo affidati ad un’agenzia letteraria cresciuta con noi in questi anni: Otago di Bologna. Con loro ragioniamo sui nomi nuovi e con loro continueremo a farlo prendendoci cura di chi non riesce a trovare una casa. Edizioni Il Papavero. Non si investe sugli esordienti perché portare avanti il libro di un illustre sconosciuto richiede un maggiore investimento, in termini economici e di tempo. Noi seguiamo i nostri autori, investiamo su di loro e non ci spaventa portare avanti il nuovo, anzi è una sfida eccitante. Il vero rischio, secondo noi, per ciò che concerne gli esordienti è che passato lo “sfizio” della pubblicazione, tanto più che non hanno investito economicamente, abbandonano la loro creatura, il che si traduce in un danno per loro e per noi. Uno scrittore senza un editore alle spalle non va lontano (salvo poche eccezioni) ma anche un editore senza il supporto dell’autore non può spingere il libro oltre certi limiti. Kalandraka. Da 12 anni organizziamo il Premio Internazionale Compostela per Albi Illustrati per conto del comune di Santiago de Compostela (Galicia, Spagna). Grazie a questo premio abbiamo pubblicato tanti autori nelle loro prime armi ma non soltanto.


In che cosa la vostra casa editrice differisce dalle altre e perché un autore dovrebbe scegliere di inviarvi il proprio manoscritto? Caracò. La verità è che ci differenziamo perché non preferiamo ricevere centinaia di manoscritti facendo non solo fatica a leggerli ma perfino a rispondere. Ci affidiamo al nostro “comitato” di artisti, lettori, autori e agenti che da sempre ci conoscono e con loro ragioniamo su dove scovare i nostri futuri autori. Un piccolo editore non ha poca risorsa umana, poche energie, ma vanno spese bene e per farlo dobbiamo noi dettare i tempi dello scouting. Edizioni Il Papavero. Non pubblichiamo tutto, abbiamo investito molto sulla selezione dei lavori, per cui il lettore che si approccia al Papavero sa che, anche se acquista il libro di un illustre sconosciuto, acquista un buon libro che può incontrare o meno il suo gusto ma in ogni caso un buon prodotto. Inoltre cerchiamo, per quanto possibile, di lavorare soprattutto dopo la pubblicazione per far conoscere il libro sul mercato, un’operazione questa che diventa impossibile senza la collaborazione dell’autore. Per cui chi vuol pubblicare con noi deve sapere che dare alla luce uno scritto non è un gioco, ma un impegno serio verso se stessi, verso il proprio lavoro e verso chi, come noi, è disposto ad investire e a crederci. Kalandraka. La nostra casa editrice pubblica in otto lingue (le cinque ufficiali della penisola iberica, italiano, portoghese e inglese), ha un catalogo curato e non pubblica più di 10 novità annue in Italia.


Una volta selezionato un manoscritto, quale processo di editing segue? È affidato a un singolo editor o a più persone? Caracò. Il primo passaggio è la lettura da parte della nostra direttrice editoriale Serena Bella e del nostro curatore artistico Alessandro Gallo, per poi passare il lavoro alla nostra editor Masha Sergio. Dopo uno o più giri di editing il lavoro viene di nuovo girato a Bella e Gallo per una nuova lettura. Si fanno più o meno 4 giri di lettura prima che il lavoro passi all'impaginatore. Nel frattempo il nostro art director Carmine Luino ragiona sulla copertina da disegnare. Edizioni Il Papavero. Generalmente viene affidato ad una persona sola, ma non è una regola, dipende sempre dal tipo di lavoro che il manoscritto richiede. Non tutti i testi hanno bisogno degli stessi interventi e se l’editore non è convinto del lavoro dell’editor richiede comunque il parere o l’intervento di un altro professionista. Kalandraka. Lo seguono un grafico, un editore, un correttore bozze ed eventualmente un traduttore.


Quali canali promozionali adotta la casa editrice per pubblicizzare un libro appena dato alle stampe? Caracò. Internet e in casi rari la stampa. Edizioni Il Papavero. I risultati migliori, secondo la nostra esperienza, si ottengono scendendo in campo e portando i libri direttamente all’attenzione dei lettori. Diamo molto rilievo, dunque, a presentazioni e piccole fiere (privilegiamo le fiere di piccola portata in quanto il lettore è meno disorientato dalla marea di libri che vengono proposti.) Ogni evento che organizziamo o al quale partecipiamo è seguito da comunicati stampa, articoli di giornale, pubblicità sui social. Kalandraka. I soliti: la rete promozionale, la stampa e le reti social.


Quale importanza riveste per la casa editrice la parte digitale? Alla pubblicazione cartacea segue sempre un e-book? Caracò. Un 40% del nostro fatturato arriva dal mercato digitale, non è poco. Edizioni Il Papavero. Non crediamo e non abbiamo mai creduto negli e-book. I nostri prodotti sono prodotti di qualità anche nella scelta della carta e si rivolgono a chi, come avrebbe detto De Crescenzo, soffre di libridine: i libri li ama, li annusa, li sfoglia… Kalandraka. Non pubblichiamo e-book.


In Italia ci sono sempre meno lettori, quali sono le problematiche nel mondo dell’editoria e che soluzioni si potrebbero individuare? Caracò. Non esistono percorsi comunitari di esercitazione ai sapere. Leggere richiede tempo ed il tempo è sempre più prezioso e per ora non abbiamo soluzioni da poter mettere sul tavolo se non il coraggio di azzardare nell'individuare quelle che per noi potrebbero essere delle pratiche “salva vita”: puntiamo molto alle scuole, alla narrativa d’impegno civile chiedendo ai professori di condividere con noi questa piccola battaglia. Edizioni Il Papavero. Le problematiche sono diverse. Ci troviamo davanti a un grande paradosso: c’è più gente che scrive che gente che legge. Pubblicare è diventato facilissimo, tutti hanno accesso alla pubblicazione o all'auto-pubblicazione per cui sul mercato si trova davvero di tutto. Questo è un problema serio per chi apre le porte agli esordienti, in quanto il pubblico di lettori dopo ripetute delusioni non rischia più e così acquista solo libri di autori già conosciuti. È anche per questo che noi leggiamo tutti i manoscritti che arrivano in redazione (li sottoponiamo ad esperti del settore) e siamo molto selettivi. Noi, nel nostro piccolo, cerchiamo di abbattere le barriere alla lettura scendendo in campo, nelle scuole, nelle biblioteche, nei bar e pubblichiamo libri con caratteri specifici per dislessici e libri personalizzati per ipovedenti. Kalandraka. L’unica problematica reale è la mancanza di curiosità da parte di quelli che potrebbero leggere e non lo fanno. Quando le persone si renderanno conto che soltanto l’educazione e la cultura ti danno gli strumenti per capire il mondo e se stessi, leggeranno. Informarsi richiede tempo e voglia e in tanti considerano che il tempo non ce l’hanno, boh… Io non ci credo. È una questione di priorità e anche di organizzazione. Ma soprattutto di voglia. La soluzione passa per la riscoperta della cultura come motore di cambiamento sociale. Lo svilimento del comparto culturale negli ultimi 25 anni nei paesi più sviluppati è anche una conseguenza della riduzione della classe media e di una confusione tra la democrazia politica e la libertà di mercato. Quindi abbiamo bisogno di ridurre le disuguaglianze sociali e di mettere in moto l’ascensore sociale.


È stata appena approvata la legge sul libro e la lettura che, tra le altre cose, prevede un abbassamento dal 15% al 5% del limite massimo di sconto applicabile a un libro da parte delle librerie. Qual è il vostro punto di vista? Caracò. La verità è che andrebbe rivisto il mercato della distribuzione, andrebbero rivisti gli sconti tra chi detiene il maggior potere di contrattazione (il distributore) e chi arriva al banchetto tardi ed è costretto a mangiare solo gli avanzi. Non sarà una legge a spostare i numeri in un mercato sempre più falsato. Edizioni Il Papavero. Il lavoro e i costi che ruotano intorno a un libro, se ci si affida a professionisti, a gente qualificata, sono alti e spesso per un editore è difficile rientrare dell’investimento fatto. La distribuzione, poi, assorbe buona parte del prezzo di copertina. Pagare un libro per quanto vale è una questione di rispetto verso la cultura, verso lo scrittore e verso tutti coloro che lavorano per la buona realizzazione del prodotto. Kalandraka. Credo di essermi già espressa in parte nella precedente risposta. Questa è una legge per proteggere la libreria. Non cambieranno le abitudini dei consumatori. Ormai si compra sempre più online con o senza sconto. Sarò felice di mangiarmi le mie amare parole se i fatti dimostreranno il contrario.


Qual è la vostra posizione sull'auto pubblicazione? Caracò. Si inquina un mercato già abbastanza inquinato e fa ridere che grandi marchi spingano anche online in una prassi davvero pericolosa per la tenuta della qualità dell’editoria. Edizioni Il Papavero. Scegliere di pubblicare con un editore o pubblicare il libro in autonomia dipende dagli obiettivi dello scrittore. La scelta è giusta se risponde in pieno agli obiettivi di chi la attua. Sicuramente, però, chi si accinge a immettere un libro sul mercato in autonomia dovrebbe affidarsi a professionisti del settore per tutto ciò che concerne i servizi editoriali, per evitare che arrivino ai lettori libri indecorosi. Kalandraka. È sempre esistita nel mondo dell’editoria accademica perché pubblicare è d’obbligo per un professore universitario. L’editoria commerciale è un settore economico con un funzionamento molto preciso che non può dare risposta alle richieste di tutti gli autori, anche perché investe sulla distribuzione e sulla promozione a scala nazionale. L’auto pubblicazione può essere molto utile su certi profili di autore. Ma deve essere chiaro che ha dei costi di produzione, di promozione e di distribuzione che deve assumere l’autore in esclusiva.


Quali anticipazioni potete farci sulle vostre prossime uscite? Caracò. Per ora ancora nessuna, stiamo ragionando in queste settimane nel lanciare il nuovo indirizzo da percorrere per il prossimo triennio. Di sicuro, sia sul fronte della narrativa che sul fronte del teatro e dei manuali punteremo molto su storie “singole” che farebbero fatica nel trovare uno spazio nel mercato. Edizioni Il Papavero. Per il 2020 ci proponiamo di sviluppare la collana di favole per bambini, un settore che fino ad oggi non avevamo abbracciato in pieno perché volevamo essere certi di portare sul mercato dei libri che regalassero valore aggiunto. Ora siamo pronti… mancano ancora piccoli dettagli, ma per il 2020 partiremo. Kalandraka. Posso anticipare che avremo due novità della collana Sette Leghe. Una con illustrazioni di David Pintor, tradotta dallo spagnolo da Marta Rota, sarà un omaggio a sette grandi scrittori di letteratura per l'infanzia. Il secondo titolo della Sette Leghe è una sorpresa. E pubblicheremo un albo illustrato di una esordiente, finalista del Premio Compostela 2019, intitolato “Acchiappasguardi”.



La redazione




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