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UN APERITIVO CON PRIMARIGA. CONVERSAZIONI A MEZZODÌ. PAOLINA BARUCHELLO.

Aggiornato il: feb 20

Anche questa volta siamo a Roma, ed è nel cuore di Monteverde vecchio che incontriamo Paolina Baruchello, autrice della graphic novel Pioggia di primavera (2015) e dell’albo Lo Sport non fa per te! (2018) entrambi editi da Sinnos.


Iniziamo col chiederti quale cocktail possiamo offrirti, qual è il tuo preferito?

Il mio preferito è il Margarita!


Perché e quando hai iniziato a scrivere? E, a tuo parere, perché è importante scrivere?

Ho iniziato davvero da piccola: scrivevo filastrocche in rima e poi pagine e pagine di diari, sognando che diventassero libri. Un diario iniziava proprio con “Questo diario un giorno diventerà libro”. Purtroppo l’ho perduto, ora sarei curiosissima di rileggere le pagine scritte dopo quella frase, avrò avuto 9-10 anni. In verità ho continuato anche da grande a scrivere diari perché per me era un momento utile di riflessione, autoironia e consolazione. Ora per me è importante scrivere perché ci sono così tante storie che vorrei raccontare e la scrittura è il mio mezzo per farlo.


Qual è stato il percorso che ti ha permesso di pubblicare un libro, che ti ha portato quindi dalla semplice passione per la scrittura alla casa editrice?

Innanzitutto ero molto “sicura” della storia che avevo scritto, Pioggia di primavera. Sicura perché la storia è ispirata alla leggenda di fondazione dello stile di kung fu che amo, pratico e insegno, il wing chun e per questo volevo raccontarla a più persone possibile, trasformandola in un libro per ragazzi. Era un desiderio molto forte! In più, conoscevo la casa editrice Sinnos, che aveva già pubblicato storie di culture diverse e ho provato a scrivere a loro. Della Passarelli, che è la responsabile della Sinnos ed è una persona disponibile e gentile, l’ha letta e le è piaciuta: era la storia giusta nel momento giusto, mi ha poi raccontato. E da qui è iniziato il mio percorso.


Dal punto di vista di una scrittrice, quanto è importante l’editing e in generale il ruolo del service editoriale?

Ecco, questa domanda cade a proposito per Pioggia di primavera che è una graphic novel. In questo caso, il ruolo della redazione editoriale è stato fondamentale. Alle presentazioni lasciamo sempre tutti a bocca aperta quando raccontiamo che io e l’illustratore, Andrea Rivola, ci siamo visti e conosciuti per la prima volta alla Fiera di Bologna con il libro appena pubblicato in mano! Il lavoro di mediazione, tra me che avevo le mie idee su immagini marziali, posizioni etc. e lui che aveva la sua arte, è stato condotto magnificamente da Federico Appel, della redazione Sinnos, che ci ha tenuto bene a distanza in modo che il lavoro andasse liscio e fossimo tutti soddisfatti del risultato. Sembra incredibile, vero? Eppure è andata così!


Che problematiche ti senti di evidenziare nel mondo dell’editoria e che soluzioni potresti individuare?

Come scrittrice sono forse ancora poco esperta e avendo avuto la fortuna di pubblicare i miei libri con una casa editrice davvero unica, per umanità ed etica, non ho riscontrato problemi, anzi...


Qual è la tua opinione sull'auto pubblicazione e sull'editoria a pagamento?

Non sono molto ferrata sull'argomento… Mi dispiace!


Quale ruolo ha la lettura nella tua vita?

La lettura non è mai stata una cosa a cui ho dovuto pensare perché è sempre stata parte della mia vita, grazie ai miei genitori che mi hanno riempito di libri fin da piccola. I libri erano intorno a me e così, spontaneamente, è arrivata la voglia di leggerli. In particolare ho amato i libri illustrati molto a lungo, anche quando avevo un’età in cui sarebbe stato più “giusto” leggere libri senza figure. Per me è stata fondamentale la collana Un libro in tasca delle Edizioni EL (pubblicati negli anni ’80!), ancora oggi li rileggo: storie in rima magnifiche e illustrazioni stupende. Dovrebbero esserci più libri illustrati per adolescenti e adulti!


In quale momento della giornata scrivi e quali sono le tue abitudini? Hai un luogo che più degli altri ti predispone alla scrittura o si tratta esclusivamente di uno stato mentale?

L’albo illustrato Lo sport non fa per te l’ho pensato e scritto a Villa Pamphili all'ombra di un albero! A parte questo, più che in un momento della giornata, scrivo quando sono sola e ho molto tempo a disposizione in solitudine. Scrivere all'aperto è un retaggio della mia infanzia passata in campagna e mi piace moltissimo.


Quale tipo di formazione pensi possa essere utile per diventare un buono scrittore?

Non so se esista una sola e specifica formazione per diventare scrittrici o scrittori. Di sicuro bisogna leggere tantissimo ed essere molto curiosi, amare le storie anche più piccole e non aver paura di fare molta pratica, di sbagliare e ricominciare – un po’ come nella vita di tutti i giorni!



Storica di formazione e operatrice culturale, Paolina Baruchello non ha mai smesso di amare i libri per ragazzi da quando è stata in grado di guardarne le illustrazioni e di leggerli. Il suo primo lavoro è stato fare la lettrice e poi la traduttrice dal francese per Mondadori Ragazzi (ha tradotto più di trenta titoli e curato introduzioni e adattamenti!). Dopo viaggi per il mondo, reali e immaginari, e anni di lavoro per istituzioni culturali, è diventata autrice, pubblicando con Sinnos Pioggia di Primavera, graphic novel illustrata da Andrea Rivola (2015) e l’albo Lo Sport non fa per te, illustrato da Federico Appel (2018).




La redazione

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