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UN APERITIVO CON PRIMARIGA. CONVERSAZIONI A MEZZODÌ. GIULIA CAMINITO.

Aggiornato il: feb 20

Proposto per l'edizione 2019 del Premio Strega da Gioacchino De Chirico, Un giorno verrà (Bompiani) di Giulia Caminito si aggiudica il Premio Fiesole Narrativa Under 40. Un romanzo di famiglia e d’anarchia. Personaggi densi e autentici dalla voce di una scrittrice alla seconda prova dopo il brillantissimo esordio con La Grande A (Giunti). Oggi abbiamo il piacere di chiacchierare con l’autrice.


Iniziamo col chiederti quale cocktail possiamo offrirti, qual è il tuo preferito? Sono ossessionata dal Margarita, anche nelle sue più assurde varianti.


Perché e quando hai iniziato a scrivere? E, a tuo parere, perché è importante? Ho iniziato all'università, con calma e per gioco, poi col tempo ho provato a costruirmi un universo di pensieri e progetti intorno alla scrittura, su cui sto ancora lavorando. A livello pubblico oggi decisamente si scrive troppo, quindi ho sempre il dubbio che di importante io stia facendo assai poco; a livello personale è l’unica cosa tra le altre che io sento di saper fare, mi è necessaria.


Qual è stato il percorso che ti ha permesso di pubblicare il primo libro, che ti ha portato quindi dalla semplice passione per la scrittura alla casa editrice? Quando ho iniziato a scrivere La Grande A lavoravo a un piccolo progetto in Giunti, mi occupavo di una piattaforma web, ero appena uscita dall'università. Un giorno decido di mandare alla mia editor di riferimento, che mi seguiva sul progetto, parte del testo che avevo iniziato a scrivere e lei mi dà un parere molto positivo, leggendolo in breve tempo. Da lì è iniziato il mio percorso grazie al lavoro di Roberta Mazzanti, Beatrice Fini e poi Antonio Franchini che mi ha adottata una volta entrato in casa Giunti.


Dal punto di vista di una scrittrice, quanto è importante l’editing e in generale il ruolo del service editoriale? Il mio lavoro principale è sempre stato quello di fare editing ai testi altrui e ritengo che l’editor abbia un ruolo fondamentale. Ogni libro credo necessiti del confronto con un/a professionista che sappia coglierne il valore, ma anche metterne in dubbio gli assetti e sottolinearne le difficoltà. Anche a me è servito e infatti mi sentirei angosciata se dovessi perdere il dialogo con le persone con cui lavoro ai miei romanzi da anni che sono Giulia Ichino e Marzia Grillo.


Che problematiche ti senti di evidenziare nel mondo dell’editoria e che soluzioni potresti individuare? Problematiche ce ne sono moltissime: lavoratori e lavoratrici editoriali sottopagati costretti a finte partite Iva, ricambio continuo di stagisti e stagiste che mettono spesso alla porta personale qualificato e a loro volta vengono sfruttati da un meccanismo usa e getta durante l’annata, sovrapproduzione editoriale forsennata e scellerata, difficoltà da parte delle case editrici e delle librerie di trovare il modo di contrastare lo strapotere della distribuzione, l’avanzare di Amazon come principale canale per la diffusione della produzione editoriale indipendente altrimenti poco reperibile in librerie sovraccariche di novità settimanali, e si potrebbe andare ancora avanti…


Qual è la tua opinione sull'auto pubblicazione e sull'editoria a pagamento? Non ho mai avuto a che fare né con l’una né con l’altra.


Quale ruolo ha la lettura nella tua vita?

Piuttosto centrale perché leggo per vivere e leggo anche per studio o piacere, per curiosità, per passione personale.


In quale momento della giornata scrivi e quali sono le tue abitudini? Hai un luogo che più degli altri ti predispone alla scrittura o si tratta esclusivamente di uno stato mentale? Tendenzialmente scrivo quando mi sento concentrata e so di avere molto tempo davanti a me, non riesco a scrivere di fretta o tra una cosa e l’altra. Scrivo certe volte tutto il giorno, poi passo magari le giornate successive a rileggere correggere e continuare a ragionare sui paragrafi e le scene. Quando sono in preda all'ansia o ho problemi di salute mi diventa molto difficile scrivere, tendo a diventare passiva e a scivolare nel turbine delle mie preoccupazioni.


Quale tipo di formazione pensi possa essere utile per diventare una buona scrittrice? Leggere moltissimo, non soltanto narrativa ma anche saggistica filosofica, critica letteraria, dizionari, enciclopedie, manuali di linguistica, insomma dedicarsi alle parole, alla lingua, ai racconti e ai pensieri scritti.





Giulia Caminito, nata a Roma nel 1988, è laureata in filosofia politica. Ha esordito nella narrativa nel 2016 con il romanzo La Grande A (Giunti), ascrivibile al genere coloniale africano e basato su vicende familiari, ricevendo numerosi riconoscimenti tra i quali il Premio Giuseppe Berto, il Premio Bagutta (sezione Opera Prima) e il Premio Brancati (sezione Giovani). In seguito ha pubblicato la raccolta di racconti Guardavamo gli altri ballare il tango nel 2017, la fiaba La ballerina e il marinaio nel 2018 e il romanzo Un giorno verrà (Bompiani) nel 2019 ottenendo con quest'ultimo il Premio Fiesole per la Narrativa Under 40. Nella vita lavora come editor per alcune case editrici ed è tra le fondatrici del collettivo editoriale Clementine. È membro della Società Italiana delle Letterate e fa parte della redazione del magazine online della SIL, Letterate Magazine.

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