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MALTEMPO: LIBRI DA SALVARE

L’eccezionale ondata di maltempo, che sta investendo l’intera penisola (da Venezia, a Matera, alla Puglia, alla Toscana, all'Emilia Romagna, alla Sicilia), ci ha messo di fronte non solo a una tragedia incalcolabile, in termini di vite umane ed economici, ma anche a un disastro storico, artistico e culturale. Ed è proprio su quest’ultimo aspetto che PrimaRiga vuole fare il punto, lasciando le altre questioni a chi di competenza.


[Fondazione Querini Stampalia di Venezia]

Seppure finalmente il peggio sembrerebbe essere passato, l’acqua alta da record a Venezia (era dal 1872 che non si raggiungevano i 187 centimetri, come segnalato dal Centro previsioni maree del comune) ha messo in ginocchio un’intera città, spazzando vite umane, distruggendo case, giardini storici, mettendo in ginocchio esercizi commerciali.

A farne le spese soprattutto la Basilica di San Marco, simbolo della città, e la Cripta, con le tombe dei patriarchi, luoghi che necessitano di messa in sicurezza per il futuro, con importanti opere statali. La piazza infatti è uno dei luoghi più flagellati dalla piena e dai venti, perché posta nella zona più bassa della città. Si tratta di danni ingentissimi e ancora non quantificabili.

Purtroppo la basilica è solo uno dei tantissimi luoghi della cultura ad essere stati colpiti dal maltempo.

La mareggiata continua a mettere in pericolo librerie, biblioteche, musei...

La Libreria Acqua Alta, luogo caratteristico e celebre, nonostante sia attrezzata contro il fenomeno, questa volta non ha retto perdendo centinaia di libri. È delle ultime ore l’impegno di alcuni editori nell'iniziativa aperta a tutti i lettori #BooksForVenice, per sostenerne la ricostruzione.

Altro luogo ad averne fatto le spese è la sede veneziana della Libreria Goldoni, anch'essa gravemente danneggiata, che invita a fare i propri acquisti natalizi recandosi in negozio per aiutare la ricostruzione.

Ingenti danni presentano anche i magazzini, l’auditorium e il bookshop della Fondazione Querini Stampalia, invasi dall'acqua, e il conservatorio Benedetto Marcello lancia una richiesta, chiedendo aiuto a operatori specializzati in restauro documenti, manoscritti e spartiti preziosi, gravemente danneggiati.


Sorte differente è toccata, per fortuna, a Pisa in cui l’ondata di piena dell’Arno ha tenuto per ore col fiato sospeso l’intera città.

In questo caso, il dispositivo di sicurezza predisposto con le paratie, fissate in tutto il centro cittadino, ha reso più tranquilla la situazione generale. Nonostante questo, la città non è rimasta a guardare, tutti si sono mobilitati, compresi studenti, membri del personale e volontari che hanno messo in salvo i volumi, posti al piano terra della biblioteca della Scuola Normale Superiore.


PrimaRiga è vicina a tutte le città che, da Nord a Sud, hanno subito la furia di quest’ondata straordinaria di maltempo e invitiamo i nostri lettori a sostenere, per quanto possibile, la ricostruzione.

La redazione

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