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LA LINGUA ITALIANA QUESTA SCONOSCIUTA (?)

Aggiornato il: feb 19

Qual’è, pultroppo, propio, avvolte, c'è ne e c'è né sono solo alcuni degli strafalcioni linguistici che gli italiani commettono più spesso.

È questo quello che emerge da un’indagine che ha realizzato Libreriamo in occasione della XVIII Settimana della lingua italiana nel mondo. L’analisi è stata fatta su un campione di circa 8000 italiani tra i 18 e i 65 anni, adoperando la metodologia WOA (Web Opinion Analysis), che prevede un monitoraggio online sulle principali testate di settore, social network, blog, forum e community dedicate al mondo della cultura. Il tutto integrato da un panel di 30 esperti tra sociologi e letterati per comprendere quali siano i principali errori grammaticali degli italiani.

Ma quali sono i classici errori che fanno gli italiani? In cima alla classifica qual è o qual’è (76%) e in generale l’uso dell’apostrofo (68%); difficile risulta anche l’uso del congiuntivo (69%); seguono poi i pronomi (65%), l’uso della C o della Q (58%) e la punteggiatura (41%).



Ecco un elenco di quelli più diffusi:


Piuttosto che È un avverbio e serve a indicare una cosa che si preferisce rispetto a un'altra. Esempio: Amo andare in bici piuttosto che in automobile. Forme scorrette: piuttosto che usato al posto della e congiunzione o usato al posto di oppure.


Si o sì? In caso di particella affermativa, sì va sempre accentato, mentre in tutti gli altri casi no. Esempio: Sì, vengo con te. Si stanno facendo belle.


Qual è o qual'è? La formula sbagliata è qual'è! Qual è è un'apocope vocalica e non un'elisione; lo stesso fenomeno infatti si può verificare anche davanti a una consonante (es. qual buon vento ti porta?). Allo stesso modo di qual è agiscono anche buon (es. buon uomo e non buon'uomo), pover, tal.


L'apostrofo

Quando si apostrofa una parola? La regola è semplicissima: si apostrofano tutte le parole al femminile, mentre non necessitano di apostrofo quelle maschili. Esempio: un amico e NON un'amico / un'amica e NON un amica.


Un po, un po' o un pò? Altro dubbio diffusissimo! La forma corretta è un po'; si tratta di un troncamento della parola poco, di conseguenza l'apostrofo è necessario per sottolineare che in quel punto c'è stata una caduta di una sillaba. Assolutamente vietato quindi mettere accenti o scriverlo senza apostrofo!


Ne o né? L'accento su si utilizza quando questo vuole essere utilizzato come negazione. Esempio: non si può né fotografare, né filmare. Nel caso in cui non sia presente la negazione, ne deve essere utilizzato senza accento. Esempio: Te ne vai? Che ne pensi?


Gli o le?

Gli per il maschile, Le per il femminile, sempre. E per il plurale? Comunemente nel parlato si tende a usare la stessa forma che si usa nel maschile, gli, ma la forma corretta è loro. Gli ho detto: maschile Le ho detto: femminile Ho detto loro: ho detto a più persone (il genere può essere sia maschile che femminile).


Affianco o a fianco? Un altro dubbio atroce riguarda l'utilizzo di a fianco o affianco per dire a lato di. Affianco è in realtà la prima persona singolare del presente indicativo del verbo affiancare. Esempio: Affianco quella macchina per chiedere informazioni. Quindi per dire a lato di la forma corretta è a fianco. Esempio: Il negozio che cerchi si trova a fianco della panetteria.


Ma come si possono evitare tutti questi errori? Leggere con regolarità (76%), scrivere a mano (43%) ed evitare neologismi nel parlato (35%) sono solo alcuni dei segreti per migliorare.


Per saperne di più. Leggi l’articolo, pubblicato sul Corriere della sera, La classifica degli strafalcioni di grammatica e ortografia. Guarda tutti gli errori.


La redazione

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