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LIBRERIE PATRIMONIO DA TUTELARE

Secondo i dati Istat sono 2.332 le librerie e le cartolibrerie chiuse negli ultimi 5 anni, con la perdita di 4.596 posti di lavoro. Qualcuno l’ha definita la Caporetto della cultura. Questo l’allarme lanciato da Paolo Ambrosini, presidente dell’ALI-Associazione Librai Italiani, di fronte all'ennesima chiusura di una libreria, la Feltrinelli International di Roma.

I dati - ha raccontato Ambrosini in un’intervista rilasciata al Corriere - sono uguali a quasi vent'anni fa. Anche nel 2001, proprio come oggi, solo il 40% degli italiani leggeva un libro all'anno. E con questi presupposti a farne le spese sono le librerie di tradizione e quelle medio piccole, che rischiano un ridimensionamento e la conversione in librerie di catena o, nel peggiore dei casi, la chiusura.

Il 2019 non si era certo chiuso nel migliore dei modi, se si considera che solo Roma ha visto, negli ultimi mesi dell’anno, l’abbassarsi delle serrande di due librerie storiche: La Pecora Elettrica, che non ha retto al secondo incendio doloso, e la Libreria del viaggiatore. E anche l’inizio del nuovo anno ha già visto la chiusura di molti esercizi commerciali, da nord a sud del Paese: a Milano la libreria all'interno dell’ospedale Niguarda, a Ragusa la libreria Paolino, a Torino la Comunardi ed è di pochi giorni la notizia della chiusura della storica libreria torinese Paravia, aperta nel 1802.



(Illustrazione di Christian Dellavedova)


Tra mercato on-line, supermercati e politiche di prezzo dei grandi gruppi editoriali, i librai indipendenti faticano a mandare avanti l’attività, ed è proprio per affrontare questo annoso problema, che si chiede a gran voce un intervento deciso da parte delle istituzioni. Per Confcommercio e ALI è prioritario difatti cambiare la legge vigente, ispirandosi a modelli legislativi e di mercato che a livello europeo funzionano, come accade in Francia e Germania, Paesi nei quali si è scelto di promuovere il libro attraverso la valorizzazione dei contenuti e non attraverso il prezzo. In Germania infatti lo sconto è pari a zero e in Francia al 5%. Il testo della Legge (con cui si proponeva di ridurre gli sconti massimi applicabili dal 15% al 5% per sostenere le librerie e la messa a punto di una card cultura per i meno abbienti per sostenerne i consumi culturali), licenziato a giugno dalla commissione cultura della Camera, è tuttora arenato al Senato. Di parere opposto sembrerebbe invece l’AIE- Associazione Italiana Editori che, di fronte all'approvazione della legge sul libro, attraverso la voce del suo presidente, Ricardo Franco Levi, esprime «preoccupazione per il possibile grave impatto che questa avrà sul mercato e su tutti gli operatori. Drasticamente riducendo lo spazio di manovra sul prezzo dei libri a disposizione dei punti vendita, a pagare saranno principalmente i lettori e le famiglie». Ciò che si auspica invece è che vengano aiutati gli italiani nell'acquisto dei libri, fornendo loro strumenti quali, ad esempio, la detrazione fiscale.


Ma qual è il ruolo che possiamo avere noi lettori e quale dovrebbe essere l’impegno dei librai? Secondo Filippo Del Corno e Stefano Parise, rispettivamente Assessore alla Cultura e Responsabile Biblioteche del Comune di Milano, sarebbe di fondamentale importanza se i lettori facessero i propri acquisti dalle librerie indipendenti, per sostenere quelli che sono importanti presidi culturali. Questo è infatti l’appello accorato che hanno lanciato entrambi durante l’ultima edizione di BookCity. Idee chiare sembra avere anche Romano Montroni, già storico direttore delle Feltrinelli e presidente del Centro per il libro e la lettura (MIBACT), che in una dichiarazione rilasciata al Corriere afferma quanto la differenza, rispetto ad esempio a Amazon, la facciano la qualità del servizio e delle proposte, quindi: competenza professionale, ambienti piacevoli e diversificazione delle attività.

Leggi il sondaggio de Il Fatto Quotidiano su come salvare le librerie indipendenti

Leggi i dati Istat sulle librerie




La redazione

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