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LIBRERIE APERTE, SÌ O NO?


Con l’ultimo Decreto, con cui sono state prorogate fino al 3 maggio le maggiori restrizioni già in vigore per combattere il Coronavirus, il premier Giuseppe Conte ha previsto la riapertura delle librerie e cartolibrerie dal 14 aprile, nel pieno rispetto dei protocolli di sicurezza. Proprio per questo, negli ultimi giorni, le libraie e i librai italiani hanno lavorato per consentire a tutti accessi sicuri e garantiti nel pieno rispetto delle normative igienico-sanitarie, richieste dalla legislazione nazionale e dalle ordinanze regionali.

La decisione del governo ha generato una discussione accesa tra le associazioni e gli stessi librai, che si sono schierati a favore della riapertura o, al contrario, esponendo molti dubbi.





Il presidente dell’Associazione Italiana Editori (AIE) Ricardo Franco Levi ha commentato positivamente la scelta di consentire la riapertura: “Bene e giusto – afferma - che i librai possano riaprire. Ma per uscire dalla crisi indispensabili gli aiuti di emergenza. Riaprire le librerie è un primo passo perché il mondo del libro possa tornare alla normalità e uscire dalla gravissima crisi nella quale tutti ci troviamo. Per questo, sono indispensabili gli aiuti di emergenza che insieme, editori e librai, abbiamo chiesto e che confidiamo siano immediatamente messi in campo con il prossimo provvedimento di sostegno all'economia. Naturalmente – conclude Levi – spetta alle singole librerie l’ultima parola sulla riapertura dei loro esercizi, a tutela della salute dei clienti e dei librai, valore primario per noi tutti”.

“A quanti tra i nostri colleghi hanno deciso di non aprire, timorosi di perdere i contributi pubblici, dico che questi contributi non solo sono confermati ma che stiamo lavorando per aumentarli, per rafforzarli, perché le nostre imprese hanno necessità di maggiore sostegno pubblico”, tranquillizza in video, Paolo Ambrosini, presidente dell’Associazione Librai Italia (ALI). “Le librerie sono parte attiva nella ripartenza del Paese e nella ricerca di una modalità di convivenza con il virus, nel pieno rispetto delle regole sanitarie per noi, i nostri collaboratori e i nostri clienti”.

Favorevole è anche Romano Montroni, presidente del Centro per il libro e la lettura (MIBACT), che in un articolo pubblicato il 14 aprile, sull'edizione bolognese del Corriere della Sera, sostiene che “grazie alla sensibilità del ministro Franceschini e alle pressioni di molti intellettuali, la politica ha dato un riconoscimento simbolico al libro: autorizzando la riapertura, gli ha conferito uno status di bene necessario”.

Mentre pareri discordanti arrivano dalle Regioni. All'indomani dell’annuncio di Conte, infatti, è arrivata la decisione della Regione Lombardia. Nella nuova ordinanza firmata dal governatore Attilio Fontana, viene concessa la vendita di articoli di cartoleria, fiori e piante, ma solo all'interno degli esercizi commerciali che vendono alimentare o beni di prima necessità, ai quali era già concessa l’apertura. Secondo quanto deciso, in Lombardia restano quindi chiuse le librerie e i libri possono essere venduti solo nei supermercati e nelle edicole. Continuano a essere permesse invece le consegne a domicilio. Sulla stessa linea, anche il Piemonte e la Campania che, come la Lombardia, prevedono la vendita di cancelleria e libri solo nei punti vendita già aperti. La Regione Lazio invece ha adottato, dopo averlo condiviso con i rappresentanti dei librai, un vademecum in dieci punti che ha permesso una riapertura delle librerie da lunedì 20 aprile, aumentando gli standard di sicurezza per gli esercenti, i dipendenti e i clienti.

Infine, è di pochi giorni fa la lettera aperta frutto del lavoro collettivo di discussione e confronto sviluppato all'interno del gruppo LED – Librai Editori Distribuzione in rete che, in merito alla proposta di riaprire le librerie, nutre una serie di perplessità sintetizzate in sei punti: dispositivi specifici, spostamenti dei librai e dei lettori, giustificazione per recarsi in libreria, riduzione dei canoni di affitto, fondi nazionali e agevolazioni fiscali.

La redazione

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