• PrimaRiga

COVID-19. SINIBALDI: RIDARE DIGNITÀ AL LIBRO.


È allo scenario post pandemico che Marino Sinibaldi, presidente del Centro per il libro e la lettura, guarda con l’obiettivo di “ridare dignità al libro”.


[immagine del web]


L’ex direttore di Radio3, autore e conduttore di programmi come 'Fahrenheit' e ideatore di 'Libri Come. Festa del libro e della lettura', che ancora dirige all'Auditorium-Parco della Musica di Roma, in un’intervista all’ANSA, sottolinea come la pandemia non abbia fatto altro che evidenziare problemi già esistenti, accelerandone forse i processi.


Lo spostamento del mercato librario verso il commercio elettronico, e soprattutto verso Amazon, se da una parte – dice Sinibaldi – ha consentito, durante l'emergenza sanitaria, di superare difficoltà logistiche, soprattutto nelle zone più isolate del Paese, dall’altra ha messo a dura prova il tessuto delle librerie.


“Il mondo del libro vive se regge il suo ecosistema, che è fatto del grande festival e della piccola scuola, e la sua rete”, spiega il presidente del Cepell, l'istituto autonomo del ministero della Cultura che ha il compito di attuare le politiche di diffusione del libro e della lettura in Italia e di promuovere il libro e la cultura italiana all'estero.


È da qui che nasce il dovere di aiutare una filiera in forte crisi, con le nuove iniziative del Centro: progetti di formazione per i traduttori e per la Lettura ad Alta Voce in zone disagiate della società, lettura 0-6 anni, sviluppo della rete degli Ambasciatori della Lettura, una rete di persone che dal basso sostengano la lettura, creazione di comunità digitali, delle Stanze della lettura come le ClubHouse. Inoltre, afferma, sarebbe necessario ripensare i festival e le manifestazioni culturali, duramente colpiti in questo anno.


Il libro va considerato, secondo Sinibaldi, "come elemento principale di autorevolezza. Usare i libri per raccontare le cose e scegliere le persone come era nella filosofia di Radio3, non una trasmissione di libri ma con i libri". E aggiunge: "vorrei fare il massimo possibile di attività, spero di fare qui più di quello che ho fatto alla radio".


“L'alfabetizzazione”, conclude infine, “è arrivata quando c'era già la tv. Non mi rassegno al fatto che il libro non sia un oggetto popolare. È l'unico linguaggio all'altezza della complessità dei tempi e rafforza ognuno di noi. I libri aiutano a capire cosa accade nel mondo più dei giornali e della tv. E poi le parole abbiamo capito quanto siano importanti quando, nella pandemia, non le avevamo".



La redazione




9 visualizzazioni0 commenti

Post recenti

Mostra tutti