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COVID-19. IL MONDO DELLA CULTURA: RIAPRITE CINEMA E TEATRI!


In tutta la penisola, il 22 febbraio - a un anno esatto dalla chiusura - i teatri italiani hanno acceso le proprie luci, raccogliendo l’invito di Unita (l’Unione Nazionale Interpreti Teatro e Audiovisivo) di riaccendere i riflettori sul mondo dello spettacolo dal vivo, travolto dall’emergenza coronavirus, per tornare a parlare di teatro e di spettacolo dal vivo, con l'obiettivo di programmare una riapertura in sicurezza.


[Immagine del web]


È quanto chiesto, durante un incontro online organizzato dall'assessore torinese Francesca Leon, e a poche ore dal report dell'Istituto di sanità che stabilisce le fasce, anche dagli assessori di tutti i capoluoghi italiani, che hanno formalizzato una serie di richieste per il nuovo governo Draghi.

Tra le priorità, la riapertura di tutti i luoghi di cultura – non solo dei musei, ma anche di cinema e teatri – e un protocollo unico, che permetta di riaprire in fascia gialla e arancione, progressivamente e con una programmazione ma senza passi indietro e non in maniera frammentaria, come ha spiegato Filippo Del Corno, assessore alla cultura del comune di Milano.

Si è chiesto inoltre la possibilità di poter fruire i musei anche nei week-end, suffragando la richiesta con numerosi studi che dimostrano la sicurezza di questi luoghi e premendo su quanto il comparto, nel quale lavorano circa 580 mila persone, sia tra i più penalizzati d’Italia: rispetto al primo semestre del 2019, nel 2020 si sono persi 654 milioni di euro dalla bigliettazione (il 73%).

Dello stesso avviso pare essere il ministro dei Beni culturali che, in un’intervista al Corriere, spiega che “in questi mesi abbiamo capito che i luoghi più pericolosi sono quelli dove ti togli la mascherina: ristoranti, bar, case private. Nei teatri e nei cinema, già nella riapertura estiva, c’erano misure di sicurezza molto rigide che si sono rivelate efficienti: mascherina, distanziamento, igienizzazione delle mani, sanificazione dei locali”.


È per questo che Dario Franceschini ha chiesto al Comitato tecnico-scientifico un incontro urgente per proporre le misure di sicurezza integrative su cui stanno lavorando le organizzazioni di categorie e aggiunge “Lo ha detto bene il presidente Draghi. Le città italiane senza teatri e cinema e le piazze senza musica sono più tristi: così l’Italia non è l’Italia. Come è stata fatta un’eccezione per le librerie, inserite tra i primi servizi a riaprire per una evidente ragione culturale, spero si possa fare lo stesso ragionamento per i luoghi dello spettacolo”.


La redazione



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