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COVID-19. I LIBRI SONO “BENI ESSENZIALI” E LE BIBLIOTECHE CHIUDONO?

Aggiornato il: 5 giorni fa


In un periodo così complicato in cui la chiusura delle biblioteche sta creando molti disagi, segnaliamo la lettera inviata da Rosa Maiello, presidente dell’AIB-Associazione Italiana Biblioteche, ai ministri dei Beni e le Attività culturali e per il Turismo, della Salute, degli Affari regionali e le Autonomie, dell’Istruzione e dell’Università e della Ricerca in merito al nuovo Dpcm del 3 novembre 2020.


Photo by Ryunosuke Kikuno



Nel comunicato, che potete leggere nella versione integrale sul sito dell’associazione, si fa riferimento alle nuove disposizioni in atto fino al 3 dicembre che, tra le altre cose, ritengono i libri beni essenziali, tanto da prevedere l’apertura delle librerie perfino nelle Zone Rosse, così come anche PrimaRiga ne ha scritto in un articolo, pubblicato all’indomani del provvedimento. “Lo stesso DPCM – si legge nel comunicato - ha però disposto – invero con un linguaggio non comprensibile alla generalità dei lettori – la sospensione dell’apertura al pubblico dei musei, delle mostre ‘…. e degli altri istituti e luoghi della cultura’, e quindi anche delle biblioteche, come definite dalla lettera b) del secondo comma dell’art. 101 del Codice dei beni culturali, relativo agli ‘Istituti e luoghi della cultura’. Si tratta di tutte le biblioteche appartenenti allo stato e a organismi pubblici e di quelle private aperte al pubblico”. Proprio quelle biblioteche che contengono al loro interno la maggior parte dei libri prodotti dall’ingegno umano, che sono necessarie a studenti e ricercatori e dove non si paga per leggere o per avere in prestito un libro.


Continua la lettera: “Se invece le biblioteche sono risultate essere – come noi crediamo di poter affermare – tra i luoghi pubblici più sicuri e raccomandabili dove recarsi, potremmo capire l’utilità di una indicazione prudenziale a non consentire il servizio di consultazione in sede, o a effettuare una valutazione caso per caso secondo le caratteristiche della sede e l’entità prevista dell’affluenza. Ma non comprendiamo perché impedire anche il prestito dei volumi, gestito con tutte le dovute cautele a tutela della salute degli operatori e del pubblico e ferma l’ovvia condizione che la biblioteca sia in grado di assicurarle”.


La richiesta di AIB è quella di consentire l’apertura al pubblico delle sedi delle biblioteche su tutto il territorio nazionale e di adottare misure strutturali per sostenere il potenziamento dei servizi bibliotecari e la continuità del lavoro professionale dei bibliotecari, sia in sede che in smart working.

Diversi sono stati gli appelli accorati di numerosi intellettuali per la riapertura delle biblioteche, in particolare Giulia Abbate ha rilanciato le parole della presidente AIB tramite la petizione Riaprite le biblioteche!, che si può firmare sul sito change.org.



La redazione

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